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Saturday 1 Nov 2014
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COMUNE DI SAN SEVERINO LUCANO

UFFICIO STAMPA

 

COMUNICATO STAMPA

I SINDACI DEL POLLINO CONFERMANO IL LORO SOSTEGNO A MATERA

 

Dopo aver sostenuto con la propria adesione in fase di candidatura  Matera a “Capitale europea della cultura 2019”, i sindaci e le amministrazioni comunali di San Severino Lucano, Viggianello, Terranova del Pollino, Rotonda, Castelluccio Inferiore e Superiore, confermano il loro sostegno al sindaco Adduce e alla città di Matera per raggiungere gli obiettivi ambiziosi contenuti nel programma.  “le nostre congratulazioni e il nostro sostegno vanno al primo cittadino di Matera e a tutto lo staff che ha lavorato nel progetto di candidatura a capitale europea della cultura, dice il sindaco di San Severino Lucano Franco Fiore, anche per noi e per l’intera Basilicata, è stata un’esperienza eccezionale, da Matera è iniziato il viaggio su una strada virtuosa da percorrere insieme, per favorire non solo la cultura ma anche la consapevolezza nei cittadini lucani, italiani ed europei di far parte di un unico, grande patrimonio culturale. L’esperienza di una buona governance, messa in atto dal gruppo materano, il coinvolgimento di tutta la Basilicata, la partecipazione attiva dei cittadini, la valorizzazione della disuguaglianza culturale e dei prodotti di nicchia presenti nei diversi comuni è riuscita a portare Matera sul podio della vittoria. Credo che per tutti questo risultato sia come ha detto Adduce un «segno di civiltà e di riscatto, che da Matera e dal Sud arriva all’Europa». Siamo pronti a dare il nostro contributo per dimostrare che la cultura può trasformare un territorio”. 

 

L’ADDETTO STAMPA

 
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COMUNE DI SAN SEVERINO LUCANO

UFFICIO STAMPA

 

COMUNICATO STAMPA

UN PROTOCOLLO DI INTESA PER CORRELARE IL GEOSITO DEI CALANCHI CON LA CANDIDATURA DEL POLLINO A GEOPARCO; LA PROPOSTA DEL SINDACO FIORE

 

 

Perché non correlare il geosito dei Calanchi di Montalbano Jonico con la candidatura del territorio del Pollino a geoparco? La proposta è stata lanciata dal sindaco di San Severino Lucano al convegno internazionale sui calanchi e sulla loro importanza artistica e scientifica tenutosi a Montalbano Jonico. L’evento che ha avuto l’obiettivo fondamentale di valutare la portata artistica dei calanchi e le prospettive future, di un’ area soggetta da anni a studi internazionali, dal 2011 nella “Riserva Regionale dei Calanchi” istituita dalla Regione Basilicata per proteggere e tutelare un vero e proprio museo a cielo aperto. Alla iniziativa ha partecipato il sindaco Fiore che al Comitato Scientifico e ai relatori, e cioè Neri Ciaranfi e Salvatore Gallicchio, dell’Università di Bari, Adele Bertini dell’Università di Firenze, il Gruppo di Ricerca CNRS francese di Gif Sur Yvette (Paris), il sindaco della cittadina jonica Vincenzo Devincenzis, il preside dell’ISIS “Pitagora” Maria Amorigi Enrico De Capua, rappresentante della Provincia di Matera, Vito Orlando per la Regione Basilicata, Mario Bentivenga, rappresentante dell’Università di Basilicata, il presidente della locale sezioni di Legambiente Arturo Caponero, Giancarmine Miraglia, membro dell’Associazione “Terra dei Calanchi”, e l’Assessore Regionale all’Ambiente Aldo Berlinguer ha proposto la stipula di un protocollo di intesa fra il comune di Montalbano Jonico e il Parco del Pollino per la valorizzazione dei geositi presenti nei due territori anche in considerazione della contiguità che il territorio dei Calanchi presenta con quello del Pollino. Insomma un protocollo per unire il geosito materano con la candidatura del Pollino a geoparco per la creazione di una rete di collaborazione per la promozione e la valorizzazione di queste risorse da sfruttare per turismo e cultura, un anello comune per sviluppare e tutelare un patrimonio della collettività, insomma una unione di ricchezze che può essere occasione di sviluppo socio economico e produttivo  per l’intera Basilicata.

 

L’ADDETTO STAMPA

 

 
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COMUNICATO STAMPA

A SAN SEVERINO LUCANO INAUGURATO CON UNA FESTA IN PIAZZA IL NUOVO ANNO SCOLASTICO

 

Lo hanno inaugurato con una festa in piazza l’anno scolastico 2014/15 gli alunni delle scuole di San Severino Lucano. Musica, canto, recital e poesia per iniziare bene il loro impegno tra i banchi. Un modo nuovo proposto dal dirigente scolastico professor Vincenzo Lardo e accolto con entusiasmo da docenti, amministrazione comunale e famiglie.

Nei saluti di rito il sindaco Franco Fiore ha sottolineato l’importanza dell’interazione fra amministrazione, scuola e famiglie per accrescere il patrimonio culturale dei giovani, futuro della società, cercheremo di collaborare, ha detto, per far incontrare e conoscere ai nostri studenti anche ciò che non fa strettamente parte del curriculum didattico. A tal proposito ha ricordato l’incontro con il regista Andrea Manicone. Il dirigente nel suo intervento ha tra le altre cose affermato: pretendiamo di più dai nostri ragazzi, educare significa pretendere, non siate sempre accondiscendenti, i vostri figli devono diventare ragazzi autentici, la violenza non è la tiratina di orecchi ma quando stanno ore davanti alla televisione, quando non sappiamo cosa fanno, quando perdono tempo.

I ragazzi hanno aperto “il sipario” con l’Inno d’Italia, hanno mimato il trenino a vapore, cantato “il mondo è una casa”, “l’amico è”, “volerà la pace”, e poi per onorare la Madonna “Curri a la Cappella” e ancora “funiculì funiculà”, organetti e flauti hanno concluso lo spettacolo, un buffet organizzato dai genitori ha invece chiuso il sipario dell’iniziativa che oltre a divertire ha aiutato piccoli e grandi a riflettere su valori quali l’integrazione, l’amicizia e il senso di appartenenza.

 

L’ADDETTO STAMPA

ANTONIETTA ZACCARA

 

 
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COMUNE DI SAN SEVERINO LUCANO

UFFICIO STAMPA

 

A SAN SEVERINO LUCANO LA UNDICESIMA  EDIZIONE DEL FESTIVAL GREGORIO STROZZI, CONCERTO DOMANI 12 OTTOBRE 2014

 

Tutto pronto a San Severino Lucano per la undicesima edizione del Festival Gregorio Strozzi.

Festival che quest’anno mette insieme due comuni, questa sera (11 ottobre) il quartetto artistico si esibirà alle 18,30, a Chiaromonte nella Chiesa di San Giovanni Battista, domani sera gli stessi artisti e cioè SERGIO BALESTRACCI al flauto, LAURA SCIPIONI al violino, EMANUELE MARCANTE alla viola eSTEFANIA CAVEDON al violoncello, al centro parrocchiale di San Severino Lucano alle ore 19,00.

Il programma “DAL BAROCCO AL CLASSICISMO” prevede i seguenti brani

GEORG PHILIPP TELEMANN - Quartetto in sol minore TWV 43 g 4 - 1681-1767 allegro, adagio, allegro

CARL FRIEDRICH ABEL - Quartetto IV in re maggiore- 1723-1787 allegro non troppo, un poco vivace

JOHANN GOTTLIEB JANITSCH - Quartetto in do minore- 1708-1763 adagio, allegretto, allegro assai

DOMENICO CIMAROSA - Quartetto II in fa maggiore - 1749-1801 allegro moderato, andante, allegro

WOLFGANG AMADEUS MOZART - Quartetto in sol maggiore K 285° - 1756-1791 andante, tempo di minuetto

L’idea del Festival dedicato a Gregorio Strozzi nasce nel 2003 con l’intento, di celebrare l’illustre organista e compositore italiano, che nacque a San Severino Lucano intorno al 1615 , morì probabilmente a Napoli, dopo il 1687. La rivalutazione del compositore di San Severino Lucano costituisce il punto di partenza per una riscoperta del patrimonio musicale della Basilicata e di tutta la scuola napoletana.

 “Il Festival, afferma il sindaco Francesco Fiore, quest’anno avrà due momenti uno nel nostro comune un altro a Chiaromonte con cui abbiamo voluto condividere questo nostro importante progetto. Siamo convinti che si cresce solo attraverso la coesione e il cammino insieme. Il Festival, conclude il sindaco sta diventando ogni anno più significativo, grazie ai maestri di musica conosciuti a livello internazionale porta nella nostra cittadina un nutrito numero di amanti della musica classica”.

 

Ma chi era Gregorio Strozzi ?

Organista e compositore italiano, che nacque a San Severino Lucano intorno al 1615.

A Napoli, dove si era trasferito, perfezionò gli studi musicali con G.M. Sabino e prese gli ordini sacri.

Nel 1634 ottenne nella chiesa dell’Annunziata il posto di organista lasciato vacante dal Sabino per la nuova nomina a maestro di cappella, in tale posizione era ancora nel 1643, nonostante una promessa di promozione da organista ordinario a maestro di cappella o a I° organista. Noto pure come didatta di canto, appare designato coi titoli di abate, doctor in utroque jure e protonotario apostolico.

L’opera di maggiore interesse nell’ambito della produzione di Strozzi è “Capricci da sonare cembali et organi”, concepita nella tradizione della cosiddetta scuola “cembalo-organistica” napoletana. Stampata in partitura comprende 3 capricci veri e propri, 3 ricercate, 3 sonate, 4 toccate, 3 gagliardi, 1 madrigale diminuito, 8 correnti, 2 balletti, 1 ballo e 3 serie di var., vale a dire quasi tutti i generi di musica per tastiera del tempo. Accanto alla sua appartenenza alla scuola napoletana, sono presenti in Strozzi altri aspetti diversi: un gusto spiccato per cromatismi, arditezze armoniche e dissonanze che convive con un senso della scrittura dotta e severa; una certa inclinazione per l’originalità che si denota nell’impiego di figurazioni e abbellimenti insoliti ed estrose relazioni armoniche. Si può cogliere un nesso fra quest’opera e quella dei suoi predecessori quali Frescobaldi e Trabaci, individuabile , ad es. nei capricci (concepiti come susseguirsi di var. contrappuntistiche, secondo la forma Frescobaldiana), nelle ricerche che, con più temi trattati contemporaneamente, riportano a Trabaci. All’es. unito di entrambi si possono ricondurre le toccate, mentre le 3 sonate rivelano più spiccatamente l’influenza di Frescobaldi, appartenendo al genere della canzona – variazione con passaggi da una sezione all’altra in stile recitativo e toccatistico. Queste affinità con opere antecedenti giustificano molte perplessità che nascono dalla considerazione della tardiva data di pubblicazione (1687) e rendono inclini a considerare questi lavori composti nella prima metà del secolo e pubblicati con sensibile ritardo. Interessante è, infine, la dicitura “ Passa Y calla” (in spagnolo, “passa e taci”) posta all’inizio della Toccata de Passacagli che conduce l’opera e che può essere presa in considerazione per la dibattuta spiegazione del significato della parola “passacaglia.”

 

L’addetto Stampa

 

 

 
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